lunedì 21 febbraio 2011

Maurizio Liuzzo Vita 4+4


Scrivere poesie è come scattare istantanee della propria vita, momenti che fissano su carta un ricordo preciso che, un giorno, leggendo riaffiorerà alla mente insieme ad una lacrima o un sorriso.
Cosi un libro di poesie diventa un album fotografico, un contenitore di ricordi da sfogliare quando si ha nostalgia di ciò che è stato o semplicemente per guardarsi un po’ indietro.
La speranza è che chi legge possa provare le stesse sensazioni, che possa emozionarsi allo stesso modo di chi scrive, che possa ritrovarsi nelle parole e nei versi di queste poesie, e credo che questo sia il massimo risultato che uno scrittore può ottenere.
“Vita 4+4” è questo, l’album di foto, la scatola dei ricordi del mio percorso, da qui infatti il nome “Vita”.
Ognuno di noi poi ha i suoi numeri a cui tiene in modo particolare; ebbene fra i miei numeri quello più “presente” è di certo l’otto.
Nella mia vita l’otto è dovunque; nel nome, nella data di nascita, nell’ora di nascita, nelle date importanti della mia vita e, spesso, anche nella vita di ogni giorno.
È un numero ricco di fascino e significati, se lo ruotiamo in orizzontale diventa il simbolo dell’infinito, se lo spacchiamo a metà diventano come due entità che si uniscono, come succede nell’amore, la sua forma, se vogliamo, ci ricorda la clessidra e quindi il tempo, altro fattore molto importante nella vita di ognuno.
Insomma l’otto è il mio numero, cosi ho deciso di “dedicargli” il mio primo libro che forse è anche il più importante inserendo 44 poesie (4+4) con quell’otto che fa capolino in copertina, e non solo nel titolo!
Beh che altro dire, questa è la mia vita, questa è vita 4+4,
buona lettura.  
 MAURIZIO LIUZZO

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